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19 Jul
19Jul

Il bambino Ariete: osservazioni sull’ascendente e sul Sole

In questo articolo condivido alcune riflessioni nate dal mio lavoro personale sul metodo astrologico di Aleister Crowley, in particolare dal capitolo dedicato ai “segni sorgenti”, quelli che in astrologia chiamiamo Ascendente.

Nel testo originale Crowley usa l’espressione the rising signs, che ho scelto di tradurre come “segni sorgenti”: una formula che sottolinea il movimento del cielo rispetto alla Terra e mette in relazione l’osservazione astronomica con la lettura simbolica del tema natale.

Nell’astrologia classica, l’Ascendente nasce dal fissare il punto di vista del cielo dalla Terra. Se immaginiamo un osservatore in piedi, al centro del cerchio del tema, quando solleva lo sguardo verso l’alto incontra il Medio Cielo; quando guarda verso Est incontra l’Ascendente, cioè il segno zodiacale che in quel momento sta sorgendo all’orizzonte.

La Terra ruota su se stessa e, a causa di questa rotazione, il cielo sembra cambiare volto: è questo movimento apparente che determina la successione dei segni sull’Ascendente e mette in evidenza il legame tra tempo, spazio e identità.

In Thelema, la simbologia dell’alba, del mezzogiorno, del tramonto e della notte è centrale: le quattro posizioni del Sole corrispondono a quattro divinità egizie e rappresentano fasi diverse del processo di coscienza. Il sorgere del Sole è associato a Ra nella sua forza, e questo ci aiuta a cogliere l’importanza simbolica dell’alba come momento di nascita, affermazione e impulso vitale.

Nel capitolo sui segni sorgenti, Crowley collega implicitamente questa visione al fatto che il pianeta associato al segno Ascendente diventa fondamentale per descrivere il tipo umano, il modo in cui l’individuo “entra nel mondo” e si presenta alla vita. Per questo le definizioni che propone possono essere lette sia per chi ha il Sole in un segno, sia per chi ha l'Ascendente in quello stesso segno.

In questa sezione del capitolo, Crowley introduce anche elementi di pedagogia attraverso i segni, offrendo indicazioni su come comprendere e accompagnare il bambino in base alla qualità zodiacale dominante. Trovo questo passaggio particolarmente interessante perché può essere applicato su più livelli:

  • a chi lavora su di sé, riconoscendo nel bambino zodiacale il proprio “bambino interiore” e l’adulto che lo educa;
  • a chi ha figli, o si occupa di educazione e cura, e desidera uno strumento simbolico in più per osservare i loro bisogni;
  • a chi vuole capire meglio gli altri, senza ridurli a etichette, ma usando l’astrologia come chiave di lettura dinamica.

L’astrologia, in questo senso, diventa un modo per delineare la materia attraverso il cielo: una cartografia simbolica che aiuta a riconoscere tendenze, potenzialità e difficoltà. Non è un fine, ma un mezzo: una lente attraverso cui guardare meglio la realtà, non una gabbia in cui imprigionarla.


Il bambino Ariete: immaginazione, realtà e energia nervosa

Le persone nate sotto il segno dell’Ariete possono faticare a distinguere tra immaginazione e realtà, apparendo talvolta poco sincere o irresponsabili agli occhi degli altri. Questa difficoltà non nasce da malafede, ma da una forte carica immaginativa che tende a sovrapporsi alla percezione dei fatti.

Per questo è importante, soprattutto nei bambini, incoraggiare l’espressione delle loro fantasie attraverso la scrittura o altre forme creative. Mettere nero su bianco ciò che immaginano li aiuta a liberare energie interiori che possono trasformarsi in creatività, evitando che la repressione di queste immagini generi tensioni e instabilità a livello nervoso.


Guidare l’immaginazione verso la realtà

I genitori dovrebbero guidare i bambini dell’Ariete a non rifugiarsi eccessivamente nel mondo immaginario, aiutandoli a confrontarsi con la realtà concreta della vita. La loro mente è acuta, vivace e animata da passione, qualità che li porta spesso ad abbellire i fatti e a presentare la realtà sotto una veste immaginativa.

La natura dell’Ariete è nello stesso tempo orgogliosa e sensibile, e per questo in giovane età tende a reagire con insofferenza al controllo e alle imposizioni. È più utile, dunque, permettere loro di apprendere attraverso l’esperienza diretta: invece di proteggerli da ogni rischio, è meglio lasciarli sperimentare le conseguenze delle proprie azioni, ricordando che le “prove” che incontreranno nel corso della vita potranno diventare via via più intense.


Concentrazione, riposo e iperattività

Nel bambino dell’Ariete, la scarsa concentrazione, la tendenza a disperdere le energie e l’esagerazione rappresentano le difficoltà principali. È fondamentale insegnargli non solo l’importanza del sonno, ma anche quella del riposo consapevole, poiché il suo sistema nervoso è spesso iperattivo.

La perdita della capacità di dormire è un segnale da non sottovalutare: se l’insonnia viene trascurata, può favorire lo sviluppo di un carattere ipersensibile, eccessivamente critico e incline a una profonda infelicità.

Anche quando è circondato da grandi cure, questo bambino resta naturalmente irrequieto, sia mentalmente sia fisicamente, persino nei momenti di quiete. Per questo è utile abituarlo fin da piccolo a ritagliarsi pause frequenti durante la giornata, imparando l’arte del rilassamento e del rallentare.

In prospettiva, questi momenti di pausa gli permettono di canalizzare meglio la grande energia che lo caratterizza, trasformando l’impulso puro in forza creativa e in capacità di agire nel mondo con maggiore consapevolezza.

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