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02 Aug
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In questo articolo continuo il percorso sui “segni sorgenti” di Aleister Crowley, applicato al bambino del Capricorno, sia come posizione del Sole sia come Ascendente. Come per gli altri segni, anche qui il segno viene letto come un modo in cui il cielo si manifesta nella materia: nella costituzione, nel carattere, nel rapporto con lo studio, il lavoro e la responsabilità.

Nel caso del Capricorno, emergono temi come la maturità precoce, la serietà, la timidezza, la tendenza all’introversione, ma anche la diligenza, la capacità di assumersi compiti e la soddisfazione nel prendersi cura degli altri. Crowley mette in luce sia la forza di questi bambini, sia il rischio di un isolamento eccessivo, e suggerisce di accompagnarli con lodi, affetto e un’istruzione che li aiuti a entrare in contatto con i coetanei.

Queste indicazioni possono essere utili a chi si occupa di bambini, ma anche a chi lavora sul proprio “bambino interiore Capricorno”: quella parte che si sente troppo seria per la sua età, che preferisce la responsabilità al gioco, che ha bisogno di imparare a fidarsi degli altri e a vivere la propria ambizione in modo più leggero. Come negli altri articoli, l’astrologia è usata come strumento di osservazione e lavoro su di sé, non come fine.


Il bambino Capricorno

I bambini del Capricorno tendono a sembrare molto più maturi della loro età e ad avere un carattere troppo serio. Sono molto timidi, introspettivi e timorosi. Non si dovrebbero mai raccontare loro storie che possano instillare paura nella loro indole, e andrebbero ricoperti di lodi e affetto. Tendono a essere solitari e ad avere pochissimi amici della loro età. Non solo sono diligenti nello studio, ma provano grande soddisfazione nell’aiutare in casa sbrigando commissioni o assistendo i più anziani. Sarebbe consigliabile garantire loro un’istruzione universitaria, se possibile, oppure incoraggiarli a conseguirla anche se ciò comporta doversi mantenere da soli durante gli studi. Uno dei vantaggi di un’istruzione universitaria per questi ragazzi è lo stretto contatto con altri giovani della loro stessa generazione, che li aiuterà a superare la loro timidezza e il loro imbarazzo. La loro formazione dovrebbe seguire un orientamento pratico piuttosto che puramente accademico.

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